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San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo; che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. AMEN. Clicca su S.Michele A .>>> e vai alla Cappella virtuale Reginamundi.info

martedì 14 ottobre 2014

Credere, obbedire, essere liberi...

 

Credere, obbedire, essere liberi

Una volta arrivavo più puntuale. Adesso sembra che ci sia sempre qualcosa che mi fa essere in ritardo. Deve essere la vecchiaia. E anche il fatto che, guidando mi sono trovato davanti prima l’auto del Torero Camomillo e poi quella di Zio Giuseppe, l’anziano con il cappello di Cuneo ritenuto responsabile del famoso Ingorgo Letale del ’93.
In ogni caso, anche se quando alla fine sono giunto alla sala la conferenza di Costanza Miriano doveva ancora iniziare, tra saluti e acquisto in loco dell’ultimo libro (mancava!) io sono uno di quelli che rimangono in piedi. La sala è strapiena.
Poco male, sono giovane (devo continuare a ripetermelo). Più che altro è la scomodità di pigliare appunti. Chissà se il lasciare l’iPad terminalmente scarico può essere etichettata come una prerogativa delle mogli o è unisex. In ogni caso mi devo analogicamente adattare a carta e penna, con il libro appena accattato come scrivania pro tempore.
Data la conseguente inabilità a capire le mie stesse note (il geroglifico lo so solo scrivere, non leggere) non scenderò nei particolari dell’opera che Costanza è venuta a presentare. “Obbedire è meglio”, recita la bella copertina, che accenna pure con un geniale gioco di parole ad una “Compagnia dell’agnello”. Cosa questa sia, e perché obbedire sia effettivamente meglio, lo lascio comprendere ai lettori del volume. Io racconterò solo un paio di cose che mi hanno colpito.
A me ha affascinato la maniera con la quale l’autrice ha replicato alle domande di coloro che erano con lei sul palco. Io sono uomo e ingegnere. A domanda, io rispondo. Preciso. Conciso. Se la questione fosse una figura da colorare, io comincerei dai bordi e procederei verso l’interno, fino a colmarla tutta. Costanza Miriano invece “colora la figura” come fanno i bambini piccoli: avete presente? Grandi tratti di pastello che coprono tutto il foglio. Alla fine quanto si doveva colorare è colorato, ma la pittura è andata ovunque. Così nelle sue repliche la nostra scrittrice con amabile accento centroitalico spazia per le tematiche più differenti, non esitando a tirarsi in ballo con esperienze personali.
Come del resto accade anche nei suoi due precedenti libri. Ho visto poche altre persone con una simile capacità di rapporto umano. L’incontro è finito dopo due belle orette, e Costanza Miriano si è fermata a firmare libri. Anche qui, fossi stato io, un grugnito, una dedica e via. Lei si fermava a parlare con tutti, dopo tre quarti d’ora ci hanno cacciato a forza fuori dal salone e si è continuato al bar interno.
Io conoscevo un buon numero di persone in sala, sono del luogo, ma pareva che lei fosse amica di molti più di me. Neanche mia moglie, al cui confronto sono un eremita stilita, riesce a fare altrettanto. Mi sono trovato intimorito e stupefatto, con un tocco di invidia per la sua simpatia e umiltà. Aveva persino idea di chi fossi io.
Mia moglie, che una improvvida riunione di catechismo ha trattenuto al paesello, dal cuscino mi ha chiesto com’era andata. Bene, ho risposto. Ti ho fatto fare la dedica sul libro, leggila. Accidenti, anche da in piedi la sua scrittura è impeccabile.
obbedire

giovedì 9 ottobre 2014

Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.

Venerdì della XXVII settimana del Tempo Ordinario



Gesù è la stella polare della libertà umana: 
senza di Lui essa perde il suo orientamento
poiché senza la conoscenza della verità la libertà si snatura, 
si isola e si riduce a sterile arbitrio. 
Con Lui, la libertà si ritrova.

Benedetto XVI, Sacramentum caritatis, n. 2  





L'ANNUNCIO
Ma alcuni dissero: «E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». 
Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. 
Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. 
Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. 
Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. 
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. 
Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. 
Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell'uomo diventa peggiore della prima». 
(Dal Vangelo secondo Luca 11,15-26)



L'amore del Signore, il suo zelo per ogni aspetto della nostra vita, lo conduce a ingaggiare quotidianamente una lotta feroce con il demonio che vuole la nostra infelicità. E' Lui l'uomo più forte dell'uomo forte, a cui strappa l'armatura nella quale confida. Preda degli inganni del demonio siamo pieni di armature nelle quali riponiamo le nostre certezze, amuleti ai quali chiediamo di distruggere la nostra paura di morire e di restare soli. Menzogne, come la stima comprata a caro prezzo, il prestigio frutto di amari compromessi, l'affetto per il quale abbiamo dismesso perfino la nostra identità di padri e madri, mariti e mogli, forse anche di pastori... Gesù sa che tutto ciò ci rende più deboli e vulnerabili. Non siamo stati perseveranti, ci siamo lasciati cullare dai miracoli e, stoltamente, ci siamo creduti ormai all'altezza della situazione. Abbiamo abbassato la guardia, tralasciando la preghiera, i sacramenti e l'ascolto della Parola di Dio, e non abbiamo più forze. Ed ecco che il demonio si fa di nuovo sotto, camuffato in un evento di dolore, o travestito dalla persona più cara che si è messa a farci la guerra. Vuole tornare nella casa dalla quale è stato cacciato... 


Il Signore, che ci ama e sa in quali trappole cadiamo, ci strappa di dosso le tante armature. A volte a forza, e che sofferenza, è come se ci strappassero via la pelle, tanto si è incollata a noi l'ipocrisia, E' la Croce, che non è solo l'apparenza di dolore, la buccia amara di qualcosa che ci va storto, di aver perso un'occasione o un affetto, di un amico che ci ha tradito, della salute che se n'è andata, dell figlio che si è rivolto contro di noi. No, dietro a tutto questo vi è il puro, autentico e serissimo amore di Dio. Se guardiamo bene, ci accorgeremo che in quello che proprio ora stiamo vivendo vi è Lui, geloso della nostra felicità, Lui che ci ha appena strappato di dosso una menzogna.... Il dito di Dio - il suo Figlio diletto che cerca Adamo per ricrearlo e ricondurlo al Paradiso perduto - che ci ha raggiunti e liberati.


APPROFONDIMENTI







 αποφθεγμα Apoftegma

mercoledì 1 ottobre 2014

L’Anticristo è il Demonio...ARMAGEDDO

 L’Anticristo è già tra noi /Kairòs


Il libro di Agostino Nobile, "Anticristo Superstar", dimostra come in 2000 anni si siano realizzate le proposte e le previsioni di Nietzsche nel suo celebre libro "L'Anticristo" da Zenit.org

Nel nostro tempo la “guerra mortale contro il cristianesimo” è giunta quasi al termine?

L’Anticristo è il Demonio e tutte le forze del male che si oppongono alla venuta del Regno di Dio e di Cristo negli ultimi giorni, ma anche nella storia dell’uomo (Apocalisse, I e II Lettera di Giovanni, II Lettera di Paolo ai Tessalonicesi). 
Ma è anche il titolo del libro di Friedrich Nietzsche (1844-1900), che un laico cattolico, Agostino Nobile, ha commentato nel volumetto pubblicato nel luglio 2014: “Anticristo superstar” (Edizioni Segno, Udine – pagg. 120). Agostino Nobile, sposato e padre di due figli, professore di storia della musica, 25 anni fa decise di lasciare l’insegnamento per studiare le culture non cristiane ed è vissuto per dieci anni nel mondo musulmano, indù e buddista, esperienza che ha rafforzato la sua fede cattolica. Nobile vive oggi in Portogallo con la sua famiglia, si dedica agli studi per approfondire la sua fede e ha lavorato fino ad un anno fa come pianista e cantante.
Ecco le battute di partenza di “Anticristo superstar”: “Quando anni fa mi capitò di leggere L’Anticristo di Friedrich Nietzsche, pensai di trovarmi di trovarmi di fronte ad un insano di mente. Oggi l’Anticristo è diventato il Referente imprescindibile di tutti i governi occidentali. Se a Friedrich Nietzsche avessero detto che in poco più di cent’anni il suo “Anticristo” sarebbe stato una superstar, l’avrebbe considerata una ridicola provocazione” (il libro di Nietzsche è del 1888).
E continua: “L’Anticristo ha persuaso l’uomo che potrà essere felice solo quando soddisferà liberamente i propri istinti, eliminando il concetto del bene e del male, il concetto del bene e del peccato. Il peccato, si sa, pesa, e l’idea di liberarsene una volta per tutte, oggi più che mai è diventata una vera smania. Nel secolo scorso l’Anticristo ci convinse che “Dio è morto”, per poi eliminare milioni di esseri umani (attraverso le ideologie ispirate a questa convinzione). Oggi ci ha intruppati in una nuova ideologia, per annullare la natura stessa dell’uomo. Nel suo piano muta i metodi, ma il fine è sempre lo stesso: dimostrare a Dio che la sua creatura prediletta è l’essere più idiota del creato”.
Il pamphlet di Nobile, di poche pagine ma denso di fatti e di idee e facile da leggere, è tutto un esame storico e attuale di come l’idea centrale di Nietzsche e le altre espressioni seguenti si stanno realizzando. La convinzione basilare di Nietzsche è questa: “Io definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, occulto, sotterraneo, piccino. Io lo definisco: l’unico imperituro marchio di abominio dell’umanità”.
Agostino Nobile affronta L’Anticristo a mo’ di botta e risposta. Ha estratto dal volume del filosofo tedesco le molte proposte e previsioni che riguardano la “Guerra mortale contro il vizio e il vizio è il cristianesimo” e con una carrellata storica di duemila anni dimostra con riferimenti storici e attuali, come questi sogni di Nietzsche si sono gradualmente realizzati e ancor oggi si stanno realizzando, con l’educazione dei minori, la cultura dominante, i costumi e le leggi che riportano i popoli cristiani a ridiventare pagani. Il capitolo più provocatorio per noi, uomini d’oggi, è quello finale col titolo Anticristo Superstar (che è quello del libro divulgativo), dove Agostino Nobile dimostra che nel nostro tempo la “guerra mortale contro il cristianesimo” è giunta quasi al termine, poiché i sogni di Nietzsche stanno influenzando e orientando i governi dei paesi cristiani (cioè occidentali) e l’Onu con i suoi organismi.
Ecco un solo esempio di questa corrente della cultura e della legislazione che si sta imponendo nel nostro tempo. Noi anziani o persone di mezza età non ce ne accorgiamo, ma la massima autorità mondiale della sanità vuol imporre ai bambini delle scuole aberrazioni di questo. L’Oms dell’Onu (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso a tutti i governi europei un vademecum per promuovere nelle scuole corsi di sessuologia: “Standard dell’Educazione Sessuale in Europa” (consultabile su Internet), dove tra l’altro si legge: “ai bimbi da 0 a 4 anni gli educatori dovranno trasmettere informazioni sulla masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali, mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel gioco del “dottore”… Dai 4 ai 6 anni i bambini dovranno essere istruiti sull’amore e le relazioni con persone dello stesso sesso… Con i bambini dai 6 ai 12 anni i maestri terranno lezioni sui cambiamenti del corpo, mestruazione ed eiaculazione, facendo conoscere i diversi metodi contraccettivi. Nella fascia puberale tra i 12 e i 15 anni gli adolescenti dovranno acquisire familiarità col concetto di “pianificazione familiare” e conoscere il difficile impatto della maternità in giovane età, con la consapevolezza di un’assistenza in caso di gravidanze indesiderate e la relativa presa di decisione”.
Leggendo questo documento dell’Onu, che suscita sgomento e paura, mi vengono in mente i molti testi di Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto su questo tema: “La questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica” (Caritas in Veritate, 75), in questo senso: nel secolo scorso il “problema sociale” più grave era l’equa distribuzione della ricchezza e del benessere fra ricchi e poveri; oggi il maggior “problema sociale” è la distruzione della famiglia naturale e il pansessualismo che riducono rapidamente la popolazione mondiale promuovendo l’aborto, il matrimonio fra persone dello stesso sesso, l’eutanasia e l’eugenetica e tante altre aberrazioni, fino alla clonazione di esseri umani, oggi tecnicamente possibile e già sperimentata. Benedetto XVI scrive (Caritas in Veritate, 75): “Non si possono minimizzare gli scenari inquietanti per il futuro dell’uomo e i nuovi potenti strumenti che la “cultura della morte” ha messo nelle mani dell’uomo. Alla diffusa, tragica piaga dell’aborto si potrebbe aggiungere in futuro, che è già abusivamente in atto, una sistematica pianificazione eugenetica delle nascite”.
Si giungerebbe così alla meta finale di quanto Nietzsche sognava: “Un mondo abitato e dominato da Superuomini che hanno imposto la loro volontà di potenza agli uomini inferiori, mediocri e comuni”, per cui era necessario “stabilire i valori della società e dello Stato in favore dell’individuo più forte, del Superuomo (l’uomo eletto, geniale, l’artista creatore che vince l’uomo medio) e della superiorità di razza e di cultura” (“Enciclopedia cattolica”, Città del Vaticano 1952). Non meraviglia che Nietzsche, messosi al servizio del nazionalismo tedesco, abbia profondamente influenzato il nazismo e la sua nefasta ideologia!
Ma è ancora più scandaloso che il nostro Occidente, con profonde radici cristiane, che si ritiene libero, democratico, istruito, laico, evoluto, popolare, sia incamminato, senza forse averne coscienza, sulla stessa via che conduce al nichilismo, alla distruzione della natura umana e alla morte. Come popolo, abbiamo tolto il Sole di Dio dal nostro orizzonte umano, vogliamo fare a meno di Dio e di Gesù Cristo e non abbiamo più nessuna luce di speranza nel nostro futuro.

Satana? ...un buon diavolo!

«Satana? Si presenta come un buon diavolo»

Immagine di Satana

www.lanuovabq.it  di Costanza Signorelli


«É invidioso e ti odia». «É astuto». «Ti coinvolge, ti tenta e poi si giustifica».  E ancora: «Quando lo respingi, gira, cerca alcuni compagni e, con questa banda, ritorna».  Sembra il racconto di una persona in carne e ossa. Ed è proprio così che papa Francesco parla del nemico di Dio per antonomasia: il Diavolo. Non un mito, non una superstizione. E anche se la stessa Chiesa, non di rado, lo riduce a semplice metafora, Francesco lo descrive come un essere reale, il più insidioso antagonista della storia. Così ci ammonisce: «i cristiani non devono essere ingenui: devono conoscerlo e combatterlo». Ne abbiamo parlato con Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, che su Satana ha scritto diverse pubblicazioni. 

Nell’omelia mattutina di lunedì, a Casa Santa Marta papa Francesco ha parlato del diavolo. É un argomento su cui ultimamente il Pontefice ritorna con insistenza.
Papa Francesco ha parlato del diavolo fin dall’inizio del suo Pontificato e lo ha fatto nella consapevolezza che il lupo infernale è il più insidioso pericolo per le pecorelle del gregge. Ogni volta che nella Messa a Santa Marta legge il Vangelo, il Papa non si esime dal commentare i brani dove Gesù smaschera e combatte il maligno.
Viviamo in una società che non parla più del diavolo, che lo considera come una realtà astratta, un'entità di altri tempi. O addirittura, se ne parla in termini beffardi, come fosse un "pensiero da creduloni". Papa Francesco ha detto invece che «la lotta contro il male è una realtà quotidiana, nella vita cristiana: nel nostro cuore, nella nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro popolo, nelle nostre chiese». Come ci tenta il diavolo oggi, nel nostro quotidiano? Che linguaggio parla? 
Chi ha consuetudine con la Parola di Dio non sottovaluta affatto la presenza del maligno, che Gesù chiama “Il Principe di questo mondo”.  Satana è il nemico giurato di Dio e dell’uomo, dal quale Gesù ci ha liberato con la sua venuta in mezzo a noi, con l’annuncio del suo Regno e con la sua Passione redentrice. Satana è presente nella vita delle persone che tenta al male, presentandolo «sotto colore di bene», come afferma S. Caterina da Siena.  La sua arma micidiale è la tentazione, con la quale il serpente infernale cerca di distruggerci con quello che ci offre.  Oggi cerca di illudere l’umanità con l’ateismo e il materialismo, con i quali l’angelo ribelle vuole mettere se stesso al posto di Dio.
C’è come la percezione che oggi il diavolo faccia meno paura. Si ha paura della malattia, della vecchiaia, della povertà... ma del diavolo non si ha più paura, perché?
Satana non fa paura perché si mimetizza ed è riuscito a convincere molti, anche cristiani, che non esiste. Ed è riuscito anche a cancellare la paura del peccato, che viene presentato come un bene, quando invece è un veleno mortale. Questo avviene perché si va spegnando la luce della fede.
Lei ha riferito che la Madonna, nelle apparizioni di Medjugorje, ha detto che questo è il tempo in cui il demonio agisce con tutta la sua forza e la sua potenza. “L’ora di Satana” è diventato anche il titolo di un suo libro. Quali sono i segni concreti che proprio il nostro tempo - rispetto ad altri periodi storici anche più drammatici - sia il tempo del demonio?
La Madonna ha detto che, poiché Satana è sciolto dalle catene, bisogna consacrarsi al suo Cuore Immacolato e a quello di suo Figlio Gesù. La crisi della fede, l’apostasia, la dissoluzione della famiglia e il dilagare della violenza sono segni evidenti che il Principe di questo mondo sta sferrando una battaglia epocale.
Paolo VI – di cui è prossima la beatificazione – lanciò una grave denuncia. Era il 1972 quando disse: «Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa». Oggi, quarant'anni dopo, quel fumo si è allontanato o è penetrato in altre stanze?
La crisi della fede di molti cristiani, che da allora è andata crescendo, è il segno della tenebra che avanza. Non dobbiamo però essere pavidi, ma affrontare la prova decisi e saldi nella fede.
Da ultimo. Chiedo a lei, che è particolarmente vicino alla realtà di Medjugorje, c’è un messaggio che la Madonna ci dà per aiutarci e metterci al riparo dalle insidie del demonio?
La Madonna ha detto: «Affrontate e vincete Satana col Rosario in mano».

lunedì 29 settembre 2014

Gli angeli lottano contro il diavolo e ci difendono....Papa Francesco

ilsismografo/Papa Francesco \ Messa a Santa Marta


Il Papa: Satana presenta le cose come buone, ma vuole distruggere umanità <<<RadioVaticana 


Satana presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggere l'uomo, magari con motivazioni "umanistiche". Gli angeli lottano contro il diavolo e ci difendono. Questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nell'omelia mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. 
Le letture del giorno ci presentano immagini molto forti: la visione della gloria di Dio raccontata dal profeta Daniele con il Figlio dell’Uomo, Gesù Cristo, davanti al Padre; la lotta dell’arcangelo Michele e i suoi angeli contro “il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo” e “seduce tutta la terra abitata” ma viene sconfitto, come afferma l’Apocalisse; e il Vangelo in cui Gesù  dice a Natanaèle: “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo”. Papa Francesco parla della “lotta fra il demonio e Dio”:

“Ma questa lotta avviene dopo che Satana cerca di distruggere la donna che sta per partorire il figlio. Satana sempre cerca di distruggere l’uomo: quell’uomo che Daniele vedeva lì, in gloria, e che Gesù diceva a Natanaèle che sarebbe venuto in gloria. Dall’inizio la Bibbia ci parla di questo: di questa seduzione per distruggere, di Satana. Magari per invidia. Noi leggiamo nel Salmo 8: ‘Tu hai fatto l’uomo superiore agli angeli’, e quell’intelligenza tanto grande dell’angelo non poteva portare sulle spalle questa umiliazione, che una creatura inferiore fosse fatta superiore; e cercava di distruggerlo”.
Satana, dunque, cerca di distruggere l’umanità, tutti noi:
“Tanti progetti, tranne i peccati propri, ma tanti, tanti progetti di disumanizzazione dell’uomo, sono opera di lui, semplicemente perché odia l’uomo. E’ astuto: lo dice la prima pagina della Genesi; è astuto. Presenta le cose come se fossero buone. Ma la sua intenzione è la distruzione. E gli angeli ci difendono. Difendono l’uomo e difendono l’Uomo-Dio, l’Uomo superiore, Gesù Cristo che è la perfezione dell’umanità, il più perfetto. Per questo la Chiesa onora gli angeli, perché sono quelli che saranno nella gloria di Dio – sono nella gloria di Dio – perché difendono il gran mistero nascosto di Dio, cioè che il Verbo è venuto in carne”.
“Il compito del popolo di Dio – ha affermato il Papa - è custodire in sé l’uomo: l’uomo Gesù” perché “è l’uomo che dà vita a tutti gli uomini”. Invece, nei suoi progetti di distruzione, Satana inventa “spiegazioni umanistiche che vanno propriamente contro l’uomo, contro l’umanità e contro Dio”:
“La lotta è una realtà quotidiana, nella vita cristiana: nel nostro cuore, nella nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro popolo, nelle nostre chiese … Se non si lotta, saremo sconfitti. Ma il Signore ha dato questo mestiere principalmente agli angeli: di lottare e vincere. E il canto finale dell’Apocalisse, dopo questa lotta, è tanto bello: ‘Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il Regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte’”.
Il Papa, infine, invita a pregare gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e a “recitare quella preghiera antica ma tanto bella, all’arcangelo Michele, perché continui a lottare per difendere il mistero più grande dell’umanità: che il Verbo si è fatto Uomo, è morto e è risorto. Questo è il nostro tesoro. Che lui continui a lottare per custodirlo”.

venerdì 26 settembre 2014

S. Michele Arcangelo...


San Michele segna gli eletti col sigillo della predestinazione - 26 settembre
I. Considera come S. Michele Arcangelo ama, tal­mente i suoi devoti che ottiene loro la predestina­zione. La Chiesa lo chiama Signifero di salute: - Michael, salutis Signifer - non solamente perchè porta la Croce, segno della nostra Redenzione e sal­vezza, ma anche perchè Egli suggella in maniera invisibile le anime elette, perchè non siano colpite dalla dannazione. Tale lo descrive S. Giovanni nel­l'Apocalisse, quando lo vide scendere dall'Oriente col sigillo di Dio in mano, e gridare ai quattro Angeli che dovevan far danno alla terra ed al mare, di non far alcun male fino a quando non avesse se­gnato i servi di Dio in fronte. Egli segna gli eletti col sigillo della predestinazione. Come l'Anticristo segna i suoi seguaci, così l'Arcangelo Michele segna i predestinati. Prega il S. Arcangelo che imprima anche sulla tua fronte il segno della predestinazione.

II. Considera come S. Michele, essendo più vici­no al trono di Dio, riceve dalla Santissima Trinità le grazie che deve comunicare alle anime elette per conseguire l'eterna predestinazione. Come spiega San Bonaventura, ci mette ostacoli nel male, oppure resistenze ai nostri nemici, ne respinge gli sforzi, ci illumina ed eccita alla penitenza, prega ed ottiene le grazie, rinforza, conferma e conforta nell'eserci­zio delle virtù, rivela i misteri del cielo, infiamma i cuori di celesti desideri, porta le nostre buone o­pere e meriti nel cospetto di Dio, ed introduce gli eletti nel cielo. A S. Michele non manca la potenza di farci vincere il mondo, la carne, il demonio, che sono i tre nemici della nostra anima. Al suo co­mando ubbidisce tutto il creato, come già in cielo Dio volle trionfare su Lucifero per suo mezzo. Se la Chiesa dice che la preghiera di S. Michele conduce gli eletti al Cielo, chi mai l'ha invocato e non si è salvato?
III. Considera, o cristiano, che una delle maggiori angustie che desola il cuore dell'uomo, per quanto giusto egli sia, è appunto il non sapere con cer­tezza di appartenere al numero de' predestinati. Ora, se è certo che vi è un decreto di predestinazione, se è certo che il numero degli eletti è fissato, altret­tanto è incerto per l'uomo se il suo nome sia scritto o no nel libro della vita. Iddio ha riservato a sè una tale conoscenza, e senza una speciale rivelazione non si può sapere con certezza di fede. Per tal motivo si legge nelle vite dei Santi,,per quanto consumati nella virtù ed adorni della più eroica santità, che tremavano a tal pensiero. Tra gli altri segni però che i Teologi danno per una morale certezza della predestinazione, c'è appunto una speciale devozione a San Michele Arcangelo: Egli è l'aiuto delle anime elette. Se dunque tu brami l'eterna salvezza, ama e venera con speciale affetto il celeste Serafino, procura di onorarLo con la santità di costumi: sfor­zati di venerarLo con la imitazione delle virtù, del­l'umiltà, mansuetudine, ubbidienza, purezza ed amo­re verso Dio ed il prossimo. Prometti di non far passar giorno senza riverirLo, invocarLo, ed onorar­Lo; Egli ti aiuterà nel difficile viaggio di questo mon­do, e poi introdurrà l'anima tua nel Paradiso.
APPARIZIONE DI S. MICHELE A S. GALGANO EREMITA IN SIENA
Al tempo dell'Imperatore Federico nacque in Sie­na un certo di nome Galgano, il quale era dedito alle dissolutezze. A lui apparve due volte S. Michele in sogno avvisandolo che cambiasse vita, e si facesse soldato di Cristo. Ripeté il S. Arcangelo la terza volta l'avviso; ma la madre ed i parenti tentarono di di­stoglierlo da questo intento, offrendogli per accasarsi una moglie molta bella e facoltosa. Persuaso da' suoi, cavalcò per andare a vedere la sua sposa; ma il ca­vallo ad un certo punto si arrestò e non volle più fare un passo avanti. Mentre Galgano premeva for­temente lo sprone affinché il cavallo proseguisse il cammino venne a conoscenza che un Angelo gli tratteneva il passo. A questo prodigio il cavaliere cambiò proposito e ritirandosi in una solitudine ivi condusse una vita celeste, in continui digiuni, au­sterità ed orazioni. E dopo un anno di vita rigorosa, fu chiamato alla gloria del cielo con udire queste dolci parole: «Basta oramai quello che hai faticato; tempo è già che tu godi il frutto di quel che hai se­minato». Ed allora subito spirò all'età di 33 anni nel 1181. La sua santità risplendette di molti miracoli in vita, ed in morte.
PREGHIERA
O potentissimo principe, amabile S. Michele, Vi lodo e Vi benedico per tanta potenza, di cui Dio Vi ha arricchito, e Vi prego di annoverarmi tra i vostri servi. Ottenetemi dal misericordioso Iddio la grazia di servirLo sempre fedelmente: assistetemi con la vostra protezione e fatemi forte specialmente con­tro le tentazioni dell'inferno, in modo che un giorno venga con Voi a godere per sempre Dio nel Paradiso.
SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele; imprimete nell'anima mia il segno dalla Predestinazione.
FIORETTO
Non parlerai male di nessuno; e se ti accorgerai di aver mancato ne farai pronta riparazione.
Preghiamo l’Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illu­mina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
Angelo, mio custode, amorevole guida che con miti rimproveri e con continue ammonizioni mi inviti a riscattarmi dalla colpa, ogni qualvolta per mia disgrazia vi sono caduto, ti saluto e ti ringrazio, insieme al coro delle Potestà destinate a frenare il demonio. Ti prego di svegliare l'anima mia dal letargo della tiepidezza in cui vive tutto­ra per resistere e trionfare su tutti quanti i nemici.
Angelo di Dio

giovedì 18 settembre 2014

Il demonio, nessun altro, si trovava dietro la videocamera quella sera; è lui il regista oscuro ...


http://vangelodelgiorno.blogspot.it/

LEGGI IL COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

IL DEMONIO o, nessun altro, si trovava dietro la videocamera quella sera; è lui il regista oscuro del gesto agghiacciante di Pietro Maxymilian che si è gettato nel vuoto trascinandovi Alessandra, la sua ex fidanzata... LEGGI TUTTO







      Uno sguardo profetico sugli eventi 
      Un'anima gettata nel vuoto e la Chiesa in cerca d'anime perdute...

      Una riflessione sui fatti di Milano, dove un ragazzo ventenne si è lanciato dal settimo piano trascinando con sé l'ex fidanzata

      Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era un angelo buono, creato da Dio. «Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi ».  La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale « caduta » consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: «Diventerete come Dio». «Il diavolo è peccatore fin dal principio», «padre della menzogna».

      Catechismo della Chiesa Cattolica



      Il demonio, nessun altro, si trovava dietro la videocamera quella sera; è lui il regista oscuro del gesto agghiacciante di Pietro Maxymilian che si è gettato nel vuoto trascinandovi Alessandra, la sua ex fidanzata. Con le parole sparse sui media, con le analisi e i dibattiti non lo si smaschererà mai. Lui ci sguazza in questo diluvio di opinioni, sa nascondersi e far perdere le sue tracce proprio dentro le ragioni sviscerate, soprattutto nelle ovvietà. 
      Come quelle di chi dice che è accaduto perché Pietro era stato adottato, i genitori si erano separati, insomma la sua era stata una vita come una groviera, con voragini affettive che l'hanno assorbito facendolo impazzire. Oppure che era un mostro e basta, un assassino vile e perverso. 
      Ma Pietro, come ciascuno di noi, era innanzitutto un uomo libero. Di fronte alla storia, alle relazioni, nel fondo del suo cuore era libero, poteva scegliere, e ha scelto. Se si nega questo, neghiamo l'uomo. Per quanto le vicende della vita possano ferirci, non ci condizionano mai sino al punto di toglierci la libertà. Essa ci è data da Dio, ed è inviolabile. 
      Per questo, è nel fondo del cuore che si è consumato il suo gesto, molto prima di realizzarlo: "Ho perso l’anima tempo fa e quando sono salito sul terrazzo ero solo un corpo ed un ammasso di rabbia, incredulità e puro spirito sadico" ha lasciato scritto. Tempo fa: già, quando si perde l'anima? Forse inconsapevolmente Pietro ha usato il verbo più idoneo: perdere. Lo stesso utilizzato da Gesù: "Che giova all'uomo conquistare il mondo intero se poi perde la sua anima?". L'originale greco del termine si può tradurre anche con "gettare via"; prima di gettare il suo corpo nel vuoto, vi aveva gettato la sua anima: "Purtroppo con l’Alessandra ho finito a coinvolgere tutto me stesso: anima, cuore e corpo, ho specificato anima perché se si arrivano a fare certe cose, vuol dire che non la si ha più". 
      Di fronte alla sofferenza inevitabile di una storia complicata come la sua, come in fondo sono tutte le storie, Pietro ha creduto alla menzogna del demonio; la conosciamo bene vero?, tanto è amplificata in questa generazione che crede di poter "conquistare il mondo intero" con un click o un touch. Anche una donna, un uomo, ridotti a bambolotti per soddisfare i capricci dei tanti Caligola che siamo diventati. Anche Alessandra. 
      Sì, finalmente sarebbe diventato come Dio, riscattando una vita beffarda; con Alessandra avrebbe avuto quello che ingiustamente gli era stato tolto. Così, come la stragrande maggioranza degli adolescenti, e dei giovani, e degli adulti, ha messo tutto se stesso in quella relazione, trasformando la ragazza in un idolo. Aveva ceduto la sua anima in cambio di un frutto che, invece della felicità che cercava, gli ha consegnato "un odio così forte da essere felice di sacrificare la propria vita per far provare all'altro la vera tristezza". Credeva di riempirsi, è "rimasto a secco". 
      Alessandra non avrebbe potuto saziare la fame della sua anima, anche se avessero continuato a stare insieme. Lo scrive lui, dicendo che con il suo gesto ha voluto "sfogare 7 anni di dolore". Ma come, dolore? Allora non è stato perché l'ha lasciato... Il dolore è stato dall'inizio. E' qui dove ha cominciato a perdere la sua anima. Se inizi una relazione per impossessarti dell'altro muori in quello stesso momento; l'altro si trasforma in una fonte di dolore, anche se ti diverti, se ci fai l'amore, se credi di amarlo e fai mille sacrifici per conquistarlo. Se invece lo accogli come un dono a cui offrirti nel rispetto e nella libertà, desiderando il suo autentico bene, cominci a sperimentare la vita che non muore, frutto di una vita perduta per amore. 
      Chiediamoci se non stiamo per caso vivendo anche noi il matrimonio, il fidanzamento, le amicizie come territori di conquista. Non stiamo anche noi gettando via la nostra anima in cambio di felicità rancide che si trasformano in frustrazioni e peccati? Non stiamo seguendo il sibilo suadente del serpente che ci vuol trascinare nella sua caduta? Osservate bene, e nei fotogrammi del gesto di Pietro Maxymilian vedrete in negativo le sembianze del diavolo, precipitato fuori dal Paradiso: "Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato messo a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!". 
      Così Satana. Per Pietro speriamo la misericordia infinita di Dio, capace di intercettare in lui il grido di suo figlio in Croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" e rispondergli con il perdono. Pietro non è morto sul colpo; forse perché il Padre lo voleva aspettare ancora, nell'ultimo frammento della sua vita. Di certo in quei momenti che lo separavano dalla morte, nel suo intimo così vicino all'abisso che le macchine non possono misurare, gli era accanto Cristo; aveva versato sulla Croce il suo sangue per mescolarlo a quello di Pietro e togliere così ogni macchia dall'anima che aveva perduto. Gesù era lì per riconsegnargliela e aprirgli le porte della vita che non muore. E forse Pietro l'ha accolta, e con essa il perdono. Noi preghiamo perché egli possa oggi contemplare il volto del Padre che si era illuso di incontrare nelle creature. 
      Ma non solo. C'è una missione che si fa ogni istante più urgente. Le attenzioni degli amici avevano aperto una breccia, un desiderio nuovo in Pietro: "In queste settimane si sono comportati in modo magnifico. Purtroppo ciò mi ha fatto anche desiderare una vita perfetta a cui prima non avevo mai aspirato, perciò posso dire che nel mio caso, sia stata la speranza a fregarmi". Basta poco, basta esserci. Gli amici hanno fatto quello che hanno potuto, ma la Chiesa ha il segreto della speranza; per questo è chiamata ad annunciarla e a darne ragione. Non possiamo chiuderci nell'egoismo, cercando nella fede solo il nostro benessere e la pace per la nostra vita. Anche così "getteremmo via" la nostra anima. 
      Lo affermava proprio ieri Papa Francesco, e mette i brividi la contemporaneità delle sue parole: "Se ad esempio alcuni cristiani fanno questo e dicono: "Noi siamo gli eletti, solo noi", alla fine muoiono. Muoiono prima nell’animapoi moriranno nel corpo, perché non hanno vita, non sono capaci di generare vita, altra gente, altri popoli: non sono apostolici. Ed è proprio lo Spirito a condurci incontro ai fratelli, anche a quelli più distanti in ogni senso, perché possano condividere con noi l’amore, la pace, la gioia che il Signore Risorto ci ha lasciato in dono. Che cosa comporta, per le nostre comunità e per ciascuno di noi, far parte di una Chiesa che è cattolica e apostolica? Anzitutto, significa prendersi a cuore la salvezza di tutta l’umanità, non sentirsi indifferenti o estranei di fronte alla sorte di tanti nostri fratelli, ma aperti e solidali verso di loro. Significa inoltre avere il senso della pienezza, della completezza, dell’armonia della vita cristiana, respingendo sempre le posizioni parziali, unilaterali, che ci chiudono in noi stessi". 
      Significa che, nutriti dalla Parola di Dio e dai sacramenti nelle nostre comunità, ciascuno di noi che ha conosciuto la misericordia di Dio è chiamato a mostrare sul candelabro di vite imperfette e piene di errori, fallimenti, peccati e sofferenze, che la speranza non dà fregature, perché "l'amore di Cristo è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo". E l'amore di Cristo "urge", spinge i cristiani ad annunciare che Lui ha vinto il peccato ed è davvero risorto, e ora è vivo per dare senso e compimento a ogni vita, strappando al vuoto ogni anima.