La tattica di Satana per arrestare il tuo cammino spirituale - Don Vincenzo CaroneLa strategia di satana è questa: vuole convincerti a interrompere periodicamente la successione delle opere buone. Prima di spingerti verso il peccato, deve distaccarti da Dio, e per distaccarti da Dio deve assonnare la preghiera, la prudenza e l´esercizio delle virtù cristiane. Con ostinazione caparbia satana ti presenta le tentazioni della carne, specialmente la golosità, la pigrizia e la lussuria. Quando riesce a scardinare la tua volontà decisa, tu cominci a pregare distrattamente, la Messa diventa una presenza passiva e la comunione un pezzettino di pane qualsiasi. Cominciano cosi a riaffiorare le antiche fragilità come per es. la critica, la mormorazione, il perdere tempo, la pigrizia, la gelosia, l´invidia, l´avidità degli sguardi, il risveglio delle passioni, e soprattutto comincia a rivivere il tuo amor proprio. Per un certo tempo determinato della tua resistenza le fragilità si manifestano in forma quasi impercettibile, ma costante, per cui non ti rendi minimamente conto che stai perdendo colpi nella perseveranza nel bene. Siccome sono piccolissime cose quasi impercettibili, hai l´impressione che si tratti di bagatelle: distrazioni volontarie nella preghiera (quelle involontarie non invalidano al preghiera), preoccupazioni inutili, leggerezza nel guardare persone che ti richiamano il piacere della carne senza che siano tentazioni vere e proprie, raffinatezza nel cibo, sonno prolungato, facile linguaggio a sproposito, eleganza nel vestire, esuberanza nel comportamento, scambio di simpatia con persone che non ti trasmettono certamente le virtù cristiane, svogliatezza, apatia e fredda apertura a tutto quello che ti piace. Per lungo tempo non ti rendi conto che queste cose impercettibili stanno sgretolando la tua vita spirituale. Per tutti noi è piacevole scivolare in questo mondo dove le fragilità sono tante, satana però le confeziona a piccole dosi. La preghiera debole e distratta risveglia lentamente quelle passioni contro le quali hai combattuto con coraggio e determinazione, l´amore a Dio e al prossimo va spegnendosi lentissimamente. L´ira contro chi t fa del male diventa istintiva e violenta, la concupiscenza appare sempre più naturale e sempre meno da condannare. Se non vuoi cadere in questa trappola devi conservare il ritmo della preghiera giornaliera, la meditazione contemplata fatta sempre bene e l´esercizio delle virtù cristiane. Persevererai fino alla fine nell´amore a Dio e al prossimo, e vivrai sempre sereno e nella gioia, non andrai mai più indietro, non andrai più avanti, andrai in alto verso il Cielo dove Qualcuno ti aspetta. Riflessioni di Don Vincenzo Carone.
« Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è quello di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago. » (C.S. Lewis, Le lettere di Berlicche, pag. 3. NB: Berlicche [ber-lìc-che] o berloc s.m. pop. Diavolo. Di Malacoda si sa che è un diavolo inventato da Dante.
http://www.reginamundi.info/ Cappella Virtuale
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo; che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. AMEN. Clicca su S.Michele A .>>> e vai alla Cappella virtuale Reginamundi.info
venerdì 7 novembre 2014
La tattica di Satana per arrestare il tuo cammino spirituale
domenica 2 novembre 2014
L’ossessione del diavolo II^
Papa Francesco ne ha riparlato nei giorni scorsi. Un problema molto serio che oggi si tende a relegare nell'ignoranza o nel folklore. Ma non è così
«Possente, incoercibile, è la forza delle cose che non sono». Così scriveva l’evoluzionista eruditissimo Arturo Graf aprendo il suo celebre libro dedicato al diavolo.
di Franco Cardini
Prima di lui, e ancor più forse dopo, moltissimi letterati e/o studiosi – per tacer dei musicisti e dei pittori – avrebbero dedicato al Signore delle Tenebre le loro fatiche.
Come avrebbero fatto mai, senza il diavolo, Dante, Marlowe, Goethe, Gounod, Dostoevskij, Musorgskij, Bulgakov e Papini? E come avrebbe fatto il cinema, da Alan Parker a Roman Polanski? Oggi, poi, il diavolo è diventato perfino un agente di vendita di un giro consumistico immenso che dalla musica va alla gadgettistica.
Papa Francesco l’altro ieri, nell’omelia mattutina a Santa Marta, è tornato a parlare del diavolo. È poi così strano? I laicisti sono gente strana: sollecitano il colloquio con i cattolici, eppure sanno bene che si tratta di gente squilibrata, che crede non solo in Dio – questa favola medievale ritagliata nell’ignoranza, nella superstizione, nella paura… – ma anche nella resurrezione dei corpi fisici alla fine dei tempi e nel fatto che basta che un tizio a ciò abilitato, fosse anche il più incallito dei peccatori, pronunzi quattro parole rituali su un pezzetto di pane azzimo e quello si trasforma magicamente nella carne e nel sangue di Dio (perché Dio è divino ma anche un corpo umano: valli a capire, quei matti). E allora, se accettate senza batter ciglio assurdità del genere e fingete anche di rispettarli, razza d’ipocriti che siete, vi meravigliate e vi scandalizzate poi se un vecchietto ex-peronista parla anche del diavolo?
Scherzi a parte, il problema è serio, la dimensione del “diabolico”, o quella (non esattamente la stessa cosa) del “demonico”, può sembrar problematica da affrontare dal punto di vista religioso: eppure, per paradossale che sia, è molto seria. Sia dal punto di vista delle religioni abramitiche, a carattere storico e trascendente, sia di quelle cosiddette “naturali”, a carattere mitico e immanente.
Del resto, anche nel mondo cristiano in genere, cattolico in particolare, si tende a considerare tutto quel che riguarda tale argomento come qualcosa di correlato piuttosto a tradizioni desuete, o alla psicanalisi, o al folklore quando non sic et simpliciter alla superstizione. Un malinteso atteggiamento del genere è purtroppo tanto più diffuso quanto più culturalmente elevato è l’ambiente dei credenti: in ciò, sembra che la tendenza a “razionalizzare” la teologia sia frequente e diffusa. Il che non manca di determinare un pericolosissimo corto circuito rispetto invece al fenomeno del dilagante demonismo se non addirittura satanismo di ritorno in molti strati, soprattutto giovanili, della nostra società: un fenomeno che dovrebbe preoccupare se non altro per le sue connessioni sia con lo spaccio e l’uso della droga, sia con vari tipi di criminalità.
Per fortuna, a livello storico ci si comporta diversamente. Lo dimostra un convegno medievistico tenutosi di recente a Todi, gli Atti del quale sono stati di recente raccolti in un corposo volume dal titolo Il diavolo nel medioevo (Spoleto, Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, pp.626, s.i.p.). Per adeguatamente qualificare questo grosso e importante libro, basti il tener presente che esso è aperto da uno scritto di un autentico illustre Maestro dei nostri studi, lo storico della filosofia medievale Tullio Gregory, autore a sua volta di una finissima monografia dal titolo Principe di questo mondo. Il diavolo in Occidente, edita da Laterza.
Intendiamoci. Contrariamente a quel che si crede, il mondo medievale non era affatto “ossessionato” dalla presenza e dalla figura del demonio: il nostro tempo lo è di gran lunga di più. La differenza è che nella cultura medievale il diavolo trovava un suo posto preciso nell’economia della realtà, laddove egli oscilla oggi tra il negativismo che tocca talvolta punte d’isterìa e un fideismo che non indietreggia dinanzi a nulla: nemmeno al ridicolo o, tragico rovesco della medaglia, al delitto.
Qualcuno ha sostenuto che il capolavoro del diavolo nell’età moderna è stato quello di convincere tutti che la fede nella sua non-esistenza sia non solo razionale e “ragionevole”, bensì obbligatoria.
Il diavolo nel medioevo studia anzitutto una realtà effettiva e al tempo stesso incorporea, dunque di per sé immateriale, ma dotata comunque di poteri che la scienza del tempo razionalmente studiava e delimitava. E qui bisogna far attenzione: la scienza non è solo quella contemporanea, dinanzi alla quale tutti i sistemi scientifici precedenti debbono venir considerati come “pseudoscienze”. Si chiama scienza qualsiasi forma di sapere coerentemente fondato su propri presupposti e criticamente sviluppato: è poi ovvio che presupposti e sviluppi possono essere, nel tempo, venir superati e abbandonati, ma ciò non autorizza a parlare di quelle delle età passate come di “pseudoscienze”.
La scienza fisica e cosmologica antica e medievale fondata sui quattro elementi empedoclei oltre alla Quintessenza e sul sistema geocentrico tolemaico, è stata scienza corretta finché la si è sviluppata senza che si presentassero ragioni per modificarne i dati: solo da allora il continuar ad usare convinzioni e ragionamenti desueti diviene un atteggiamento “pseudoscientifico”, come lo sarà la nostra scienza, quella attuale, dal momento in cui nuove scoperte e nuove invenzioni dischiuderanno alla nostra intelligenza orizzonti che per il momento non siamo in grado d’immaginare.
È con questa premessa che va letto un volume che tratta di come il diavolo veniva “razionalmente” trattato dalla teologia del tempo, che nella demonologia vedeva una parte dell’angelologia, la scienza teologica che studiava le “sostanze spirituali separate”.
Ma le fonti propriamente teologico-filologiche erano complicate da altre, di differente natura: quelle agiografiche, le quali mostravano il demonio e la sua corte di diavoli all’opera nell’incontro con i santi; quelle mistiche, in cui un incontro concreto con il principe delle tenebre poteva dar luogo a molteplici risultati; quelle ereticali, che su di lui presentavano formule interpretative diverse rispetto alle verità sostenute dalla Chiesa; quelle magico-stregoniche, le quali in vario modo affrontavano il tema pratico del “come” manipolare quelle oscure potenze; quelle letterarie e leggendarie, che sovente adattavano al diavolo della teologia e della fede cristiane creature e figure desunte da sistemi culturali precedenti o subalterni; quelle iconiche, le quali si mostravano duttili nel presentare, magari anche non senza contraddizioni, forme e aspetti diversi di una realtà letta ora come fatto metaforico e simbolico, ora affrontata invece come dato effettivo e concreto.
Né mancava chi, come Francesco d’Assisi, ricordava che i diavoli altro non potevano esser definiti se non come “gastaldi del Signore”, Suoi servitori e quindi a Lui subordinati e parte a loro volta del progetto della Creazione e della Redenzione. Una realtà misteriosa e contraddittoria. «Sono lo spirito che vuole sempre il male e opera sempre il bene», dice il diavolo Mefistofele al dottor Faust nel capolavoro di Goethe. Un’affermazione paradossale, che va profondamente meditata. Qualcuno sostiene che in essa è racchiuso il senso stesso della Modernità.
Il cattolicesimo, confessione cristiana e come tale ramo di un albero religioso vigorosamente impiantato nel terreno della storia, si fonda sulla convinzione che esista un universo spirituale che non cade sotto i cinque sensi fisici – gli invisibilia, si dice in teologia – e che è dominato da presenze intelligenti, la massima delle quali è quel Dio creatore al Quale di recente papa Bergoglio ha attribuito il Big Bang, altra realtà sotto un certo aspetto “teorica” e “mitica” che però molti eletti spiriti scientifici considerano effettiva e sicura.
Badate, laicuzzi del piffero, siamo fasciati dall’ignoranza, dalle incertezze, da Verità postulate che fingiamo di ritenere certezze sicure e comprovate. Il diavolo è una di quelle realtà spirituali e intelligenti nelle quali credono gli ebrei, i cristiani, i musulmani, e alle quali possono essere assimilate alcune realtà spirituali e/o demoniche presenti in infiniti culti mitico-religiosi. Con queste realtà, o con i loro effetti, antropologia culturale, psicologia, psicanalisi e perfino fisiologia e medicina (il cosiddetto “paranormale”) stanno facendo i conti da secoli. E voialtri che credete fermamente, o fingete di farlo, in entità astratte e immaginarie ancor meno palpabili – la libertà, la fratellanza, l’uguaglianza, al democrazia – poi vi scandalizzate se qualcuno crede nel diavolo? Ma andate al medesimo!…
giovedì 30 ottobre 2014
Papa Francesco: il diavolo esiste e noi “dobbiamo lottare contro di lui” con “l’armatura” della verità.
Il Papa: il diavolo non è un mito, va combattuto con l'arma della verità
Il tweet di Papa Francesco: "La missione principale della Chiesa è evangelizzare, portare la Buona Novella a tutti." (30 ottobre 2014)
*
La vita cristiana è un “combattimento” contro il demonio, il mondo e le passioni della carne. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice, commentando un passo della Lettera di San Paolo agli Efesini, ha ribadito che il diavolo esiste e noi “dobbiamo lottare contro di lui” con “l’armatura” della verità.
“Forza e coraggio”. Papa Francesco ha incentrato la sua omelia sulle parole di San Paolo che, rivolgendosi agli Efesini, “sviluppa in un linguaggio militare la vita cristiana”. Il Pontefice ha sottolineato che “la vita in Dio si deve difendere, si deve lottare per portarla avanti”. Ci vogliono dunque forza e coraggio “per resistere e per annunziare”. Per “andare avanti nella vita spirituale – ha riaffermato – si deve combattere. Non è un semplice scontro, no, è un combattimento continuo”. Francesco ha quindi rammentato che sono tre “i nemici della vita cristiana”: “il demonio, il mondo e la carne”, ovvero le nostre passioni, “che sono le ferite del peccato originale”. Certo, ha osservato, “la salvezza che ci dà Gesù è gratuita”, ma siamo chiamati a difenderla:
“Da che devo difendermi? Cosa devo fare? ‘Indossare l’armatura di Dio’, ci dice Paolo, cioè quello che è di Dio ci difende, per resistere alle insidie del diavolo. E’ chiaro? Chiaro. Non si può pensare ad una vita spirituale, ad una vita cristiana, diciamo ad una vita cristiana, senza resistere alle tentazioni, senza lottare contro il diavolo, senza indossare questa armatura di Dio, che ci dà forza e ci difende”.
San Paolo, ha proseguito il Papa, sottolinea che “la nostra battaglia” non è contro cose piccole, “ma contro i principati e le potenze, cioè contro il diavolo e i suoi”.
“Ma a questa generazione – a tante altre – hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui. Lo dice Paolo, non lo dico io! La Parola di Dio lo dice. Ma noi non siamo tanto convinti. E poi Paolo dice com’è questa armatura di Dio, quali sono le diverse armature, che fanno questa grande armatura di Dio. E lui dice: ‘State saldi, dunque, state saldi, attorno ai fianchi la verità’. Questa è un’armatura di Dio: la verità”.
“Il diavolo – ha detto – è il bugiardo, è il padre dei bugiardi, il padre della menzogna”. E con San Paolo, ha ribadito che bisogna avere “ai fianchi la verità, indosso la corazza della giustizia”. Quindi, ha ribadito che “non si può essere cristiani, senza lavorare continuamente per essere giusti. Non si può”. Una cosa che ci “aiuterebbe tanto”, ha detto, “sarebbe domandarci” se “credo o non credo?”. Se “credo un po’ sì e un po’ no? Sono un po’ mondano e un po’ credente?”. Ed ha evidenziato che “senza fede non si può andare avanti, non si può difendere la salvezza di Gesù?”. Abbiamo “bisogno di questo scudo della fede”, perché “il diavolo non ci butta addosso fiori” ma “frecce infuocate” per ucciderci. Francesco ha esortato dunque a prendere “l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio”. E ha invitato a pregare costantemente, a vegliare “con preghiere e suppliche”:
“La vita è una milizia. La vita cristiana è una lotta, una lotta bellissima, perché quando il Signore vince in ogni passo della nostra vita, ci dà una gioia, una felicità grande: quella gioia che il Signore ha vinto in noi, con la sua gratuità di salvezza. Ma sì, tutti siamo un po’ pigri, no, nella lotta, e ci lasciamo portare avanti dalle passione, da alcune tentazioni. E’ perché siamo peccatori, tutti! Ma non scoraggiatevi. Coraggio e forza, perché c’è il Signore con noi”.
mercoledì 29 ottobre 2014
Halloween = Festa delle zucche (vuote...)

leggoerifletto: Halloween = Festa delle zucche (vuote...)
Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese
“All Hallows Eve” che letteralmente significa
“vigilia d’Ognissanti”.

Il mondo dell’occulto così lo definisce: “È il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico, è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana”.Hallo...
martedì 28 ottobre 2014
Il Papa agli esorcisti: vicini alle vittime del diavolo
Messaggio del Papa all'Associazione Internazionale Esorcisti
Gli esorcisti “nel particolare ministero esercitato, in comunione con i propri vescovi”, manifestino “l'amore e l'accoglienza della Chiesa verso quanti soffrono a causa dell'opera del maligno": lo scrive Papa Francesco in un messaggio inviato a padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie), che in questi giorni ha tenuto a Roma il suo primo Convegno dopo il riconoscimento giuridico da parte della Congregazione per il Clero, nel giugno scorso. L'evento, che ha visto la partecipazione di 300 esorcisti giunti da tutto il mondo, ha trattato in particolare diffusione e conseguenze di occultismo, satanismo ed esoterismo. Lo psichiatra Valter Cascioli, portavoce ufficiale dell’Associazione:
R. – Queste pratiche aprono un po’ la strada all’attività demoniaca straordinaria. Certamente, il numero delle persone che si rivolgono a queste pratiche con gravi danni sociali, psicologici, spirituali e morali, è in costante aumento e questo ci preoccupa perché, di rimando, abbiamo anche un aumento dell’attività demoniaca straordinaria, in modo particolare vessazioni, ossessioni e soprattutto possessioni diaboliche.
D. - Sono sottovalutati i rischi che vengono da queste pratiche?
R. - A volte sì. A volte, la stessa attività demoniaca ordinaria - la tentazione - non viene presa molto in considerazione da chi ha una fede tiepida. Infatti, noi esortiamo ad una maggiore vigilanza. Del resto, viviamo in un momento storico particolarmente critico, dove la fretta, la superficialità, l’individualismo esasperato, la secolarizzazione, sembrano quasi dominare la nostra società. La lotta contro il male e il maligno sta diventando sempre di più un’emergenza. Questo chiaramente è dovuto, oltre che all’azione diretta del nemico di Dio, all’affievolirsi della fede, all’anomia, cioè alla mancanza di valori, e al relativismo culturale ormai dilagante. Per altri versi, assistiamo al continuo proliferare di messaggi mediatici, libri, programmi televisivi, programmi cinematografici, che in qualche modo sulla scia del sensazionalismo e dello spettacolare incentivano, soprattutto le nuove generazioni, ad occuparsi dell’occultismo, del satanismo, e talvolta a praticarlo.
D. - Dall'esperienza sul campo degli esorcisti, oggi il diavolo cosa attacca di più e come?
R. - La sua astuzia è quella di farci credere che lui non esista e, sicuramente, un certo laicismo diffuso nella nostra società non ci aiuta. I punti sono sempre gli stessi: l’affievolirsi della fede, ma ci colpisce molto l’incidenza che hanno questi fenomeni dell’attività demoniaca straordinaria soprattutto sulle giovani generazioni e anche sulle famiglie. Sappiamo che colui che divide - il diavolo - non soltanto ci separa da Dio, ma separa le persone, le famiglie; separa inoltre anche dalla realtà, perché - ahimè - a volte abbiamo delle situazioni di alienazione, anche mentale, che sono secondarie all’attività demoniaca straordinaria.
domenica 26 ottobre 2014
Un anno è già passato... OGNISSANTI

VENERDÌ 1 NOVEMBRE 2013 " OGNISANTI"
PRIMO POST di ...
...BERLICCHE&MALACODA
ISPIRATO DAL LIBRO LE LETTERE DI BERLICCHE
DI C.S.LEWIS. Amico di John Ronald Reuel Tolkien
« VI SONO DUE ERRORI, UGUALI E OPPOSTI, NEI QUALI LA NOSTRA RAZZA PUÒ CADERE NEI RIGUARDI DEI DIAVOLI. UNO È QUELLO DI NON CREDERE ALLA LORO ESISTENZA. L'ALTRO, DI CREDERVI, E DI SENTIRE PER ESSI UN INTERESSE ECCESSIVO E NON SANO. I DIAVOLI SONO CONTENTI D'AMBEDUE GLI ERRORI E SALUTANO CON LA STESSA GIOIA IL MATERIALISTA E IL MAGO. » (C.S. LEWIS, LE LETTERE DI BERLICCHE, PAG. 3. NB: BERLICCHE [BER-LÌC-CHE] O BERLOC S.M. POP. DIAVOLO. DI MALACODA SI SA CHE È UN DIAVOLO INVENTATO DA DANTE.
PREMESSA. DAL LIBRO
NON HO INTENZIONE DI NARRARE COME MI CAPITI NELLE MANI LA CORRISPONDENZA CHE OFFRO ORA AL PUBBLICO. VI SONO DUE ERRORI UGUALI ED OPPOSTI NEI QUALI LA NOSTRA RAZZA PUI CADERE NEI RIGUARDI DEI DIAVOLI. UNO Ä DI NON CREDERE ALLA LORO ESISTENZA. L'ALTRO DI CREDERVI, E DI SENTIRE PER ESSI UN INTERESSE ECCESSIVO E NON SANO. I DIAVOLI SONO CONTENTI D'AMBEDUE GLI ERRORI E SALUTANO CON LA STESSA GIOIA IL MATERIALISTA E IL MAGO. QUEL GENERE DI SCRITTURA CONVENZIONALE USATO IN QUESTO LIBRO PUÏ ESSER FACILMENTE IMPARATO DA CHIUNQUE NE ABBIA UNA VOLTA APPRESO IL CONGEGNO; MA LE PERSONE MALEVOLI ED ECCITABILI CHE POTREBBERO FARNE UN USO CATTIVO, NON L'APPRENDERANNO DA ME. I LETTORI SONO PREGATI DI RICORDARE CHE IL DEMONIO Ä UN BUGIARDO. NON SI DEVE RITENER VERO, NEPPURE DAL SUO PUNTO DI VISTA TUTTO CIÏ CHE BERLICCHE DICE. IO NON HO FATTO ALCUN TENTATIVO PER IDENTIFICARE L'UNO O L'ALTRO DEGLI ESSERI UMANI RICORDATI NELLE LETTERE; MA RITENGO CHE NON SIA PROBABILE CHE RITRATTI COME QUELLI, AD ESEMPIO, DI P. SPIKE E DELLA MADRE DEL PAZIENTE, SIANO DEL TUTTO INGIUSTI. V' UN MODO DI PENSARE PIENO DI DESIDERIO ALL'INFERNO COME SULLA TERRA. INFINE DOVREI AGGIUNGERE CHE NON Ä STATO FATTO NESSUNO SFORZO PER STABILIRE LA CRONOLOGIA DELLE LETTERE. IL NUMERO 17 SI PRESENTA COME SCRITTO PRIMA CHE IL RAZIONAMENTO DIVENTASSE UNA COSA PREOCCUPANTE; MA IN GENERALE IL METODO DIABOLICO DI DATARE PAR CHE NON ABBIA RELAZIONE CON IL TEMPO TERRESTRE E IO NON MI SONO SFORZATO DI RIPRODURLO. LA STORIA DELLA GUERRA EUROPEA, ECCETTO NEI CASI SPORADICI IN CUI INTERFERISCE NELLA CONDIZIONE SPIRITUALE DI UN ESSERE UMANO, Ä EVIDENTE CHE NON INTERESSAVA BERLICCHE.
VENERDÌ 1 NOVEMBRE 2013 " OGNISANTI"
PRIMO POST di ...
...BERLICCHE&MALACODA
ISPIRATO DAL LIBRO LE LETTERE DI BERLICCHEDI C.S.LEWIS. Amico di John Ronald Reuel Tolkien
« VI SONO DUE ERRORI, UGUALI E OPPOSTI, NEI QUALI LA NOSTRA RAZZA PUÒ CADERE NEI RIGUARDI DEI DIAVOLI. UNO È QUELLO DI NON CREDERE ALLA LORO ESISTENZA. L'ALTRO, DI CREDERVI, E DI SENTIRE PER ESSI UN INTERESSE ECCESSIVO E NON SANO. I DIAVOLI SONO CONTENTI D'AMBEDUE GLI ERRORI E SALUTANO CON LA STESSA GIOIA IL MATERIALISTA E IL MAGO. » (C.S. LEWIS, LE LETTERE DI BERLICCHE, PAG. 3. NB: BERLICCHE [BER-LÌC-CHE] O BERLOC S.M. POP. DIAVOLO. DI MALACODA SI SA CHE È UN DIAVOLO INVENTATO DA DANTE.
PREMESSA. DAL LIBRO
NON HO INTENZIONE DI NARRARE COME MI CAPITI NELLE MANI LA CORRISPONDENZA CHE OFFRO ORA AL PUBBLICO. VI SONO DUE ERRORI UGUALI ED OPPOSTI NEI QUALI LA NOSTRA RAZZA PUI CADERE NEI RIGUARDI DEI DIAVOLI. UNO Ä DI NON CREDERE ALLA LORO ESISTENZA. L'ALTRO DI CREDERVI, E DI SENTIRE PER ESSI UN INTERESSE ECCESSIVO E NON SANO. I DIAVOLI SONO CONTENTI D'AMBEDUE GLI ERRORI E SALUTANO CON LA STESSA GIOIA IL MATERIALISTA E IL MAGO. QUEL GENERE DI SCRITTURA CONVENZIONALE USATO IN QUESTO LIBRO PUÏ ESSER FACILMENTE IMPARATO DA CHIUNQUE NE ABBIA UNA VOLTA APPRESO IL CONGEGNO; MA LE PERSONE MALEVOLI ED ECCITABILI CHE POTREBBERO FARNE UN USO CATTIVO, NON L'APPRENDERANNO DA ME. I LETTORI SONO PREGATI DI RICORDARE CHE IL DEMONIO Ä UN BUGIARDO. NON SI DEVE RITENER VERO, NEPPURE DAL SUO PUNTO DI VISTA TUTTO CIÏ CHE BERLICCHE DICE. IO NON HO FATTO ALCUN TENTATIVO PER IDENTIFICARE L'UNO O L'ALTRO DEGLI ESSERI UMANI RICORDATI NELLE LETTERE; MA RITENGO CHE NON SIA PROBABILE CHE RITRATTI COME QUELLI, AD ESEMPIO, DI P. SPIKE E DELLA MADRE DEL PAZIENTE, SIANO DEL TUTTO INGIUSTI. V' UN MODO DI PENSARE PIENO DI DESIDERIO ALL'INFERNO COME SULLA TERRA. INFINE DOVREI AGGIUNGERE CHE NON Ä STATO FATTO NESSUNO SFORZO PER STABILIRE LA CRONOLOGIA DELLE LETTERE. IL NUMERO 17 SI PRESENTA COME SCRITTO PRIMA CHE IL RAZIONAMENTO DIVENTASSE UNA COSA PREOCCUPANTE; MA IN GENERALE IL METODO DIABOLICO DI DATARE PAR CHE NON ABBIA RELAZIONE CON IL TEMPO TERRESTRE E IO NON MI SONO SFORZATO DI RIPRODURLO. LA STORIA DELLA GUERRA EUROPEA, ECCETTO NEI CASI SPORADICI IN CUI INTERFERISCE NELLA CONDIZIONE SPIRITUALE DI UN ESSERE UMANO, Ä EVIDENTE CHE NON INTERESSAVA BERLICCHE.
venerdì 24 ottobre 2014
Fatti padrone.
Le nuovissime lettere di Berlicche – LV – Fatti padrone
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Caro Malacoda,Nipote mio, apprezzo molto la tua domanda sul metodo migliore per convincere gli esseri umani ad offrirsi spontaneamente per la nostra tavola. Forse dopotutto le lettere che ti ho inviato nel tentativo di far di te un vero diavolo tentatore non sono state del tutto tempo sprecato, e cominci a ragionare come un demonio.Vedi, Malacoda, il nostro Nemico ha creato gli uomini molto suscettibili. Se tenti di imporre loro la tua volontà questi si ribellano, e finiscono per fare il contrario di quello che vorresti. E’ un effetto di quel nocivo tratto che il Nemico ha instillato in quei vermi, ovvero la libertà. Il nostro compito è fare sì che quella libertà i nostri amministrati la usino in senso contrario a quello che il Nemico vorrebbe.Ci puoi riuscire esaltando nei tuo protetti la dote dell’orgoglio.Lo scopo è convincerli che tutto quello che fanno è farina del loro sacco; che sono loro ad avere pensato autonomamente quello che noi facciamo loro pensare.Prima li lodiamo insaponandoli ben bene, convincendoli della loro assoluta indipendenza di giudizio, della loro intelligenza.Dobbiamo evitare che i mille piccoli guai, gli inconvenienti, i disguidi della vita quotidiana, i loro fallimenti e le loro mancanze possano scalfire questa convinzione. Se fanno uno sbaglio, dobbiamo essere lesti a suggerire loro che la colpa è di qualcun altro; se non fosse possibile gettare la colpa su nessuno, allora saranno il caso o il destino o la sfortuna ad essere incolpati: mai e poi mai la decisione del tuo protetto.Rompono qualcosa? Era messo male. Non capiscono? Lui non s’è spiegato. Dicono o scrivono qualcosa di sbagliato? Scherzavo.Una volta convinti di essere infallibili in un mondo di dementi, basterà suggerire loro che i veri intelligenti, i veri scienziati, le vere persone moderne e alla moda la pensano in una certa maniera. Vedrai, come si accoderanno. Non essendo abituati a mettersi in discussione, crederanno a qualsiasi fanfaluca, difendendola poi come idea loro.Non si fermeranno a riflettere come ciò che sostengono sia esattamente uguale a quello che noi facciamo dire ai potenti che ci compiacciono: resteranno dell’idea di esserci arrivati da soli, e si indigneranno se qualcuno osa suggerire che non sono indipendenti nel giudizio. L’orgoglio assoluto che tu avrai provveduto ad instillare in loro li renderà ciechi al fatto che sono non ribelli ma conformisti, non padroni ma schiaviPer il Nemico è tutto al contrario. I suoi servi si compiacciono di essere tali, e proprio sapendo di poter sbagliare usano la loro libertà per sfuggire ai nostri suggerimenti e alla nostra forchetta. Solo se riconoscono nel Nemico il loro padrone gli uomini possono sfuggire al loro destino di essere schiavi nostri. Ma solo se si accorgono di essere schiavi nostri possono provare l’impulso di ribellarsi davvero. Quindi, caro Nipote, prudenza: non svegliarli dalla loro illusione di essere liberi.Tuo affezionatissimozio Berlicche
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